Archivio mensile:agosto 2011

Una compagnia di amici – di Elisabeth Jennings

Eravamo tutti amici quella sera, seduti attorno a una cena da tiratardi. Candele ci illuminavano e la timidezza era scomparsa. Qualche terreno dorato sicuramente ci sosteneva. Potevamo comprendere gli incidenti d'amore, i figli adolescenti e il suono dei loro problemi. Lì, vicini a un fiume e a una città dove lo studio è da tempo un'abitudine, si potevano accettare le sue implicanze. Ieri sera potevamo condividere il valore dell'arte e di promesse mantenute fino a quell'ora. Lì c'era vita in abbondanza e la grazia splendeva come un felice tornare a casa. Non ci siamo accorti che il tempo era breve come ogni fiamma di candela. Ci restituimmo il tempo l'un l'altro quando Con calda stretta di mano ci demmo la Buona Notte. Ora è l'indomani di ieri sera e io ripasso quella festa come un film davanti agli occhi e illumino la mia lunga stanza con quell' argento e quel vetro e mi esalto nella scena. Elisabeth Jennings

Le foglie – di Giorgio Vigolo

Guardavo le macerie di foglie che il vento ammulina fra i turbini della pioggia, e le macina e le stritola, fino a mutarle quasi nel suo ululo, nella sua marcia funebre di sibili. Allora m’è venuto il pensiero della morte che stacca noi pure così dai rami dell’albero umano, quando vecchiezza o fuoco di febbri hanno consunto la nostra debole foglia. Un soffio appena più forte il tremulo gambo recide; e saremo così trascinati negli abissi, mischiati a nuvole d’altre foglie? La morte ci scioglie nelle grida del vento. Eppure, chissà quale senso di felicità originaria ci libererà nell’immenso, quando tutte le corde troncate dalla morte fumeranno all’unisono con l’accordo maggiore dell’universo. Forse l’estrema gioia che invano chiedemmo alla vita, è quella che ci folgora al momento di morire, nel gran mutamento. Giorgio Vigolo