Archivio mensile:dicembre 2012

Riflettendo sulla storia locale

La Chiesa di San Michele a Ventimiglia, più esattamente a margine del centro storico e affacciata sulla valle del Roya, fu per un certo periodo anche dei Templari, che avevano eretto intorno altre loro costruzioni.
Porta Sottana di Bordighera fa ricordare che la cittadina, pur se la definizione già nella dizione medievale esisteva, sorse solo alla fine del Quattrocento. In seno a quella Comunità degli Otto Luoghi che si staccò alla fine del Seicento dalla presa – si direbbe oggi – amministrativo-fiscale di Ventimiglia. Il Dominio era, tuttavia, ancora quello della Serenissima Repubblica di Genova, il cui simbolo di potere é tuttora visibile su quella architettura.
E, risalendo più indietro nel tempo, i reperti romani hanno, invero, una loro suggestione.
Memorie pure importanti come queste – e tante altre ce ne sono – sono care – ma non sempre! – a chi abita e frequenta l’estremo Ponente Ligure, ma possono non sembrare particolarmente significative a fronte dell’immenso patrimonio storico, monumentale ed artistico del nostro Paese.
Se continuo ad occuparmi di questi aspetti, lo faccio certo anche per chi non conosce queste zone.
Solo che asserzioni stimolanti di un certo dibattito culturale, come ho potuto ancora constatare di persona in una recente conferenza, postulano la giacenza di lasciti specifici della storia locale.
Come le diramazioni locali degli itinerari medievali dei pellegrinaggi, anche per la Terrasanta, ben testimoniate, ad esempio, dal nome assunto da Ospedaletti, dal termine usato anticamente per designare certi ricoveri per i viandanti.
Ma non solo.

Illusione – di Giulio Panciroli

Vago per la casa ormai vuota, osservo tutto, quasi fotografando, che cerco? Che sto cercando? Me stesso o un amore perduto? Una fede o un credo smarrito? Chissà cosa cerco! Vedo una scalinata, una foto, una donna vestita di bianco, un anello. Vedo una promessa, una compagna. Il telefono suona, mi desto stranamente colpito da quel suono rapace, nel vuoto dell'eco. Era un errore, avevan sbagliato! Illusione d'una speranza. E un anello al suolo tintinna, in fondo alla stanza. Giulio Panciroli  

Il mistero del sogno…

Attraverso secoli se non millenni uomini e scienziati si son adoperati, su vie complesse di discipline arcane e spesso proibite, di approfondire alcuni misteri dell'uomo arrivando al sogno o meglio all'illusione di poter intuire nel suo stesso aspetto od in segni particolari del suo aspetto i misteri del destino che lo avrebbe accompagnato per la vita. Menti brillanti, prescindendo da necessarie quanto ancora ignote postulazioni scientifiche, biologiche e genetiche, si son forse vanamente sfiancate, strutturando su scuole e metodiche che spesso affondavano nel remoto se non nel mitico e nel leggendario, le loro stesse fondamenta. Nei moderni romanzi di fantasia (spesso fin troppo ancorati a schemi ottocenteschi di autori che fondarono le loro avventurose cognizioni più sulla nascente letteratura del mistero che sui libri di sabbia, celati alla maniera di Borges in biblioteche che sarebbe stata geniale follia cercare e magari trovare) si va insinuando una certa ripetitività di temi più strutturati semmai sul tema ambiguo dell'interscambio  -sempre possibile in fantasia - sulla bella che diventa bestia (o viceversa) che sulle radici autentiche di quelle che nell'ideazione dei loro speculatori furono scienze e che come tali, sempre nell'intenzione degli autori, volevano semmai dare una qualche risposta alla domanda suprema "chi sono,donde vengo dove vado". INCISIONE2Ma mentre la favola fiorisce ma pure presto si esaurisce sul fiore effimero, magari anche splendente della libera creatività, quei pensatori cercavano, nella loro chimerica ricerca, il solido vero, che poi divenne fantasia ma che, in molti casi, svanì anche nel nulla dell'oblio o fu stravolto da interpretazioni superficiali tese più alla ricerca dell'iridescente o del patetico che all'individuazione del possibile se non del probabile o quanto meno di quel muro di incomprensione ed incomprensibilità che avrebbe tuttavia indotto alcuni a cercare nuove strade per l'ansiosa voluttà del mistero! Eppure, in certe di queste vicende di antichi investigatori, qualche scintilla di genuina intuizione nonostante tutto si intuisce e forse se -non tanto la ricerca scientifica- assai più a ragione la letteratura dovrebbe adoprarsi nella riscoperta di queste costruzioni dell'ingegno, magari traviato dalla sete di sapere ma comunque sempre espressione dell'umana ambizione di conoscenza....bene ... forse quella letteratura fantastica troverebbe, alla maniera di Quevedo, non nella cattedrale della sapienza oggettiva ma nel tempio pagano quanto meraviglioso del mito nuove e diverse vie per cui possa dipanarsi l'eterna avventura umana: che giammai può né deve soffermarsi sul limite, alla fine stantio, del riciclato per quanto abilmente e sensualmente rielaborato alla luce del nuovo modo di intendere vita ed azione...