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Epigrafe per una generazione – di Lino Curci

Tutto scivola sulla superficie dell’anno,
non quel primo passo esitante
su un altro mondo, che vedemmo d’estate.

Tutto scivola, è già passato, le guerre
e la pace impossibile, i governi
della violenza, il fermento e i dolori
d’una generazione. Sono stanco
di negare me stesso e rifiutare la gioia,
anche questo finirà, lo sento,
tutto scivola con noi nell’abisso del tempo.

Ma quel nuovo passo sulla scala dell’uomo
e quel modo di viverlo e vederlo,
che fummo sulla lunga ora di morte
se non l’occhio che ha visto il piede che esplora,
il principio di un gesto interminabile
e l’amore felice di non compiersi.

Il vero amore che sa tornare al silenzio,
la vita consapevole di restare sommersa.
Fummo gli altri dopo di noi, la parola nel vento;
e tre uomini come noi che al ritorno pregavano in locale
isolato.
Guardateci nel nostro vero volto,
noi che fummo il presente e il passato, l’amore e il tempo.

Lino Curci

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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