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I Visigoti nel Ponente Ligure

A parere del Barocelli, ALARICO avrebbe posto a sacco le città liguri e del Basso Piemonte, poi durante la II invasione, del 408-410 (quella che portò alla presa ed al sacco di Roma da parte dello stesso Alarico), una seconda armata di VISIGOTI, guidati da ATAULFO, alla ricerca di un’uscita verso le Gallie, avrebbe devastato il municipio di Albintimilium, odierna Ventimiglia. Il poeta latino Claudiano, nel De sexto cons. Honor. Aug. pp. 440-4, scrisse che Alarico aveva mosso le armate profittando dell’ inverno contro le trepidanti città liguri.

Tale esercito visigotico dovette seguire la via imperiale di costa, sul cui percorso esistevano nuclei insediativi senza difese, ove era semplice far saccheggi e rifornire l’armata: il caso più celebre fu quello di Albenga, ormai divenuta centro paleocristiano, che pei gravi danni subiti venne riedificata fra 414 e 417 dall’imperatore Costanzo III.

Lo spostamento dei Visigoti si sviluppò tuttavia su un fronte assai ampio, fra costa ligure e Piemonte cispadano, perché, seguendo con probabilità i tragitti e le diramazioni delle vie Postumia e Julia Augusta, vennero investiti molti centri del Piemonte centro-meridionale ed in particolare le città di Libarna, Industria, Pollenzo (anche Alba Pompeja ed Hasta) senza escludere il nodo viario di Acqui (Aquae Statiellae) da cui la Giulia Augusta scendeva al mar ligure per fondersi, presso Vado (Vada Sabatia) con l’Aurelia, che proveniva da Luni e Genova, e sostituirla quale strada di commercio verso la Provenza (E.COLLA, Gli Statuti Comunali Acquesi, Cavallermaggiore, 1987, Appendice di ritrovamenti archeologici: si potrebbe ritenere, sulla base di riscontri di onomastica gotica, che il grosso delle forze di Ataulfo fosse avanzato su 2 direttrici, di cui quella costiera conduceva ai siti portuali di Albenga, Capo Don di Taggia e Ventimiglia mentre la “piemontese” arrivava a Pedo).

Al centro di questa “tenaglia barbarica” fu gravemente colpita la città di COEBA (oggi Ceva) già insediamento degli Ingauni e quindi colonia romana e forse anche municipio: secondo l’interpretazione di alcuni storici, oltre che dalle invasioni barbariche, la città, di cui si sa purtroppo poco, sarebbe stata cancellata -prima di risorgere nel Medioevo ed essere eretta in Marchesato da Bonifacio del Vasto in favore del figlio Anselmo- dai predoni saraceni.

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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