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Il fiorire del pesco

L’esile pesco al marzo che lo allaccia

fiorirebbe, ma vede ancora i monti

troppo nevosi e teme che lo affronti

d’aspri venti una sùbita minaccia.

Anche teme che il suo fiorir dispiaccia

al grande pioppo, il re degli orizzonti,

e al vecchio fico che, a vegliarne i pronti

spiriti, allarga le paterne braccia.

Ma una tiepida notte, ecco, lo invade

un languore, un tremore, un desìo folle,

poi come un lungo anelito…E’ l’aurora:

e vede sè, fulgente di rugiade,

chiuso in un roseo nembo di corolle,

che ai venti mattutini esita e odora.

Francesco Pastonchi

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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