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Il mistero del sogno…

Attraverso secoli se non millenni uomini e scienziati si son adoperati, su vie complesse di discipline arcane e spesso proibite, di approfondire alcuni misteri dell’uomo arrivando al sogno o meglio all’illusione di poter intuire nel suo stesso aspetto od in segni particolari del suo aspetto i misteri del destino che lo avrebbe accompagnato per la vita.
Menti brillanti, prescindendo da necessarie quanto ancora ignote postulazioni scientifiche, biologiche e genetiche, si son forse vanamente sfiancate, strutturando su scuole e metodiche che spesso affondavano nel remoto se non nel mitico e nel leggendario, le loro stesse fondamenta.

Nei moderni romanzi di fantasia (spesso fin troppo ancorati a schemi ottocenteschi di autori che fondarono le loro avventurose cognizioni più sulla nascente letteratura del mistero che sui libri di sabbia, celati alla maniera di Borges in biblioteche che sarebbe stata geniale follia cercare e magari trovare) si va insinuando una certa ripetitività di temi più strutturati semmai sul tema ambiguo dell’interscambio  -sempre possibile in fantasia – sulla bella che diventa bestia (o viceversa) che sulle radici autentiche di quelle che nell’ideazione dei loro speculatori furono scienze e che come tali, sempre nell’intenzione degli autori, volevano semmai dare una qualche risposta alla domanda suprema “chi sono,donde vengo dove vado”.

INCISIONE2Ma mentre la favola fiorisce ma pure presto si esaurisce sul fiore effimero, magari anche splendente della libera creatività, quei pensatori cercavano, nella loro chimerica ricerca, il solido vero, che poi divenne fantasia ma che, in molti casi, svanì anche nel nulla dell’oblio o fu stravolto da interpretazioni superficiali tese più alla ricerca dell’iridescente o del patetico che all’individuazione del possibile se non del probabile o quanto meno di quel muro di incomprensione ed incomprensibilità che avrebbe tuttavia indotto alcuni a cercare nuove strade per l’ansiosa voluttà del mistero!

Eppure, in certe di queste vicende di antichi investigatori, qualche scintilla di genuina intuizione nonostante tutto si intuisce e forse se -non tanto la ricerca scientifica- assai più a ragione la letteratura dovrebbe adoprarsi nella riscoperta di queste costruzioni dell’ingegno, magari traviato dalla sete di sapere ma comunque sempre espressione dell’umana ambizione di conoscenza….bene … forse quella letteratura fantastica troverebbe, alla maniera di Quevedo, non nella cattedrale della sapienza oggettiva ma nel tempio pagano quanto meraviglioso del mito nuove e diverse vie per cui possa dipanarsi l’eterna avventura umana: che giammai può né deve soffermarsi sul limite, alla fine stantio, del riciclato per quanto abilmente e sensualmente rielaborato alla luce del nuovo modo di intendere vita ed azione…

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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