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Le foglie – di Giorgio Vigolo

Guardavo le macerie di foglie
che il vento ammulina fra i turbini
della pioggia, e le macina e le stritola,
fino a mutarle quasi nel suo ululo,
nella sua marcia funebre di sibili.

Allora m’è venuto il pensiero
della morte che stacca noi pure
così dai rami dell’albero umano,
quando vecchiezza o fuoco
di febbri hanno consunto
la nostra debole foglia.
Un soffio appena più forte
il tremulo gambo recide;
e saremo così trascinati
negli abissi, mischiati
a nuvole d’altre foglie?
La morte ci scioglie
nelle grida del vento.

Eppure, chissà quale senso
di felicità originaria
ci libererà nell’immenso,
quando tutte le corde
troncate dalla morte fumeranno
all’unisono con l’accordo
maggiore dell’universo.
Forse l’estrema gioia
che invano chiedemmo alla vita,
è quella che ci folgora al momento
di morire, nel gran mutamento.

Giorgio Vigolo

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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