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Ospizio del Cenisio: alle origini

da turismoitinerante

Alle origini della loro storia secolare i BENEDETTINI DELLA NOVALESA riuscirono ad esercitare il controllo del redditizio OSPIZIO SUL CENISIO meglio noto come Ospizio della chiesa di S.  Maria.
La casa sul CENISIO era stata realizzata per volontà dell’Imperatore Ludovico I che così facendo aveva voluto soddisfare un suo voto.

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Dopo la morte di questo il figlio Lotario I,  con un diploma imperiale del 14-II-825, sottrasse ufficialmente il controllo del “Colle del Moncenisio alla Novalesa”.
Egli vi eresse: “Un OSPEDALE in onore del Signor Iddio, del Salvatore nostro Cristo e della beatissima sempre Vergine Maria al fine di dar ristoro per i PELLEGRINI [egli fece dotare l’OSPEDALE coi beni che in tal zona possedevano i Novaliciensi e per compensarli di tali perdite concesse loro il monastero di Vasco di Pagno].
Dalla lettura completa del Diploma imperiale si intende bene che Lotario I voleva dare una giustificazione religiosa ad un atto fondamentalmente politica che da un lato si preoccupava del possesso strategico di questa IMPORTANTE ZONA STRATEGICA DI TRANSITO TRA ITALIA E “FRANCIA” mentre per altro verso mirava al controllo del complesso viario e quindi dei proventi che gli giungevano dal movimento dei PELLEGRINI sia che “risalissero” dal Piemonte sia che “scendessero” verso la pianura in direzione degli approdi marittimi.
Dall’XI al XIII secolo, anche quando la compagine imperiale non aveva più interesse per l’OSPIZIO SUL CENISIO i Benedettini della Novalesa appellandosi alla giustizia laica ed a quella ecclesiastica cercarono di rientrare in possesso dell’OSPEDALE: per fare ciò non si preoccuparono di presentare vari DIPLOMI che addirittura si sarebbero rifatti all’epoca del donativo di ABBONE, il nobile Franco che lasciò ai Benedettini il vasto possesso di Novalesa.
Fu persino presentato un diploma falso attribuito a “Tommaso conte di Maurienne” (1204, doc. in H.P.M., Chart., 709) e per cui la Novalesa avrebbe posseduto di diritto l’OSPEDALE DEL CENISIO.
Il contrasto durò a lungo: dapprima fu data ragione ai MONACI DELL’OSPIZIO che il 21 maggio 1197 ottennero da Tommaso di Savoia un previlegio di autonomia.
Successivamente il MONASTERO DI NOVALESA ottenne completa e duratura “RIVINCITA” visto che il 15 novembre 1202 Pietro”, Decanus Hetoni [“Ayton”] e Prevosto dell’OSPEDALE DEL MONCENISIO fece atto di obbedienza per sé ed i confratelli a Stefano, priore della Novalesa: e nonostante, ancora per un triennio i religiosi dell’Ospizio Tanti contrasti per il controllo dell’OSPEDALE DEL CENISIO rappresentano tuttora un’importante documentazione.
Per quanto grande fosse il Principato di Novalesa la ricchezza nominale non corrispondeva quasi mai alla ricchezza reale.
Un OSPEDALE destinato ad accogliere a pagamento i PELLEGRINI rappresentava invece un sicuro cespite di guadagno: specie se operava pressoché isolato in un’area piuttosto frequentata da viandanti.
Dal IX al XIII secolo i Novaliciensi si batterono in ogni modo pur di esercitare il controllo dell’OSPEDALE del CENISIO: ciò significa che esso produceva cespiti importanti, tali da meritare di spendere in costose cause, e se quei cespiti erano consistenti potevano dipendere solo dalla frequentazione di mercanti e di pellegrini.
Quando però era iniziato il contenzioso, nel IX secolo, i mercanti non costituivano un fenomeno sociale entro un’economia feudale e chiusa come quella curtense di autoproduzione ed autoconsumo: ciò significa che già dal IX secolo -come peraltro è documentato per altre sedi- il pellegrinaggio per queste contrade era consistente.
In tale epoca però il FLUSSO DEI PELLEGRINI era ancora ad una sola direzione: il LUOGO SANTO per eccellenza era ROMA.
Sulla linea topografica e geografica anteriore alle SCORRERIE SARACENE – tenendo anche conto degli estremi del DIPLOMA DI LOTARIO I DELL’825 che alludeva ad una strada che dal mare ligure occidentale portava a Susa – è da pensare che l’OSPIZIO DEL CENISIO rappresentasse la stazione viaria di partenza per i pellegrini che scendessero al mare di Liguria e che tra gli itinerari da questi privilegiati vi fosse quello che conduceva a PEDONA e quindi a TENDA e da lì alla VALLE DEL NERVIA o per una semplice diramazione verso BAIARDO sin al mare di TAGGIA percorrendo la direttrice della VALLE ARGENTINA.
La correlazione tra gli OSPEDALI del Ponente ligure e l’importante VESCOVO DI VENTIMIGLIA chiamato all’opera dai NOVALICIENSI: quasi che l’alto prelato fosse intervenuto a sancire la fruibilità per i PELLEGRINI di una VIA STORICA ESTREMAMENTE IMPORTANTE sia per la CATTEDRA DI VENTIMIGLIA (che controllava gli OSPEDALI IN RIVA AL MARE) sia per il MONASTERO DI NOVALESA (che comunque riteneva proprio l’OSPIZIO DEL CENISIO).

da Cultura-Barocca

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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