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Poco prima del Grand Tour in Liguria…

Per chi viaggiava tra Cinquecento e Seicento tanti erano i pericoli connessi alla frequentazione di strade popolate di briganti e rapinatori (non meno d’altri Stati la Liguria soggiaceva a un potente banditismo organizzato), di individui marchiati di infamia e disposti a tutto, ed ancora di banditi e rei in fuga ( per non citare i più ambigui ma non meno pericolosi “MERCANTI DI MERAVIGLIE” e soprattutto i solitari quanto misteriosi MANTICULARII DESTINATI AD ALIMENTARE LA LEGGENDA ASSASSINA DELL’ “UOMO NERO”): tutti comunque sempre a caccia di illeciti profitti, che in ogni modo salvaguardavano la propria autonomia ricorrendo anche al principio sempre più discusso del Diritto ecclesiastico d’asilo e contro cui bisognava spesso difendersi di persona con le armi.
Del resto il VIAGGIO PER MARE (principalmente per le donne ma non soltanto) non era meno pericoloso sia per gli equipaggi costituiti spesso da criminali scontanti al remo le proprie colpe ma soprattutto atteso il proliferare sia di PIRATI che di CORSARI.
Un discorso a se stante meritavano poi quei personaggi sembre in bilico tra giustizia e criminalità che erano i CACCIATORI DI TAGLIE che s’aggiravano molto numerosi dato che nonostante i proclami e le “grida” del DIRITTO PENALE DELL’ETA’ INTERMEDIA  bisogna convenire che i pur numerosi ORGANI DI GIUSTIZIA DEGLI STATI NON AVEVANO ABBASTANZA FORZA ONDE PERSEGUIRE LA DILAGANTE CRIMINALITA’.

Si ricorreva quasi in maniera istituzionale ai servigi di questi temutissimi figuri sia a scapito degli ESILIATI CHE TENTASSERO FURTIVI RIENTRI IN PATRIA sia avverso quei CRIMINALI (VEDI QUI L’INDICE) che si fossero resi CONTUMACI anche per non SODDISFARE IN BASE AL PRINCIPIO DELLA RESTITUTIO (RISARCIMENTO) I CITTADINI DA LORO VARIAMENTE DANNIFICATI (può parer strano ma i CACCIATORI DI TAGLIE tra costoro non di rado perseguivano ferocemente quegli STUPRATORI CHE SECONDO LA NORMATIVA DEL DIRITTO INTERMEDIO NON AVEVANO DATA SODDISFAZIONE ECONOMICA ALLE FAMIGLIE DI CUI AVEVANO VIOLATO QUALCHE FANCIULLA, SPECIE SE VERGINE.
Per quanti vogliano variamente approfondire queste tematiche spesso complesse dell’epoca intermedia, un’epoca in cui il legame tra contesto politico/sociale/economico e realtà religiosa ed ecclesiastica è forse irrinunciabile la consultazione di un’opera straordinari qui in parte digitalizzata che affronta a tutto tondo le varie problematiche del vivere civile e religioso e ci si riferisce nella fattispecie alla Bibliotheca canonica, juridica, moralis, theologica nec non ascetica, polemica, rubricistica, historica, &c. … ab ad m.r.p. Lucio Ferraris … Tomus primus [-undecimus (Additamenta)]. …, Post plures Italicas editio postrema auctior et emendator …, Venetiis : typis Vincentii Radici, 1770-1794

Dalla semplice consultazione (è un’opera che riassume vecchi testi canonici e teologici, riprendendo e riesaminando voci e trattazioni che corrono attraverso i secoli e coinvolgendo opere diversamente basilari come queste) sarà facile intendere quanto risulti difficile in assenza di tale strumento un’analisi oggettiva dell’epoca, sì da correre il rischio di decadere -anche per la settorialità dei conttributi civilistici- in valutazioni parziali a misura dei singoli Stati, per quanto collegati da analoghe giurisdizioni: la monumentale opera del Ferraris, con tutti i limiti che possono avere queste enormi sillogi, ha il pregio di costituire uno strumento di amalgama sì da poter sempre rimandare l’analisi della singola trattazione specifica (su Genova, Venezia o Napoli a titolo di mero esempio … ma vale anche per Paesi Stranieri di religione cattolica) ad un comun denominatore scientifico e documentario.

da Cultura-Barocca

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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