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Sanremo “Romana”, cenni

villa.bussana3hL’area di Sanremo, oltre Capo Nero, non apparteneva ad Albintimilium (n.d.r.: nell’attuale Ventimiglia, in provincia di Imperia, prossima alla Francia), ma, secondo l’ipotesi di sovrapposizione tra istituzioni, faceva parte dell’amministrazione municipale ingauna (n.d.r.: l’attuale Albenga, in provincia di Savona): tuttavia, per la vicinanza, oltre che per una tradizione di relazioni, la località era legata sia all’area di Albenga, guardando i sistemi residenziali del Tabia fluvius e della Stazione di Costa Beleni, sia a quella di Albintimilium con cui era in contatto.
Se il confine del municipio di Albintimilium era a Capo Nero, e non come altri hanno ipotizzato all’Armea o al torrente San Romolo, il territorio tra questo promontorio e il fiume di Taggia costituiva un’area di passaggio (dominata dalle vette dei monti Ceppo e Bignone) tra due municipi romani, assai simili per l’etnia dei residenti e condizionati dal fatto di essere attraversati dalla Julia Augusta.
Per quanto riguarda le tracce di romanità nell’area di Sanremo non sussistono problemi: la Julia Augusta provenendo da Costa Beleni attraversava questi siti e il ponte romano, che a S. Martino superava il torrente S. Lazzaro, era visibile ancora nel 1830.
Per l’allargamento di Corso Cavallotti fu distrutto nel 1834 ma nel 1901 ne sopravviveva un troncone, poi demolito, ben descritto dal Canepa che riconobbe con sicurezza la tecnica muraria romana.

Un ritrovamento importante si ebbe a Sanremo nella REGIONE FOCE, dove vennero alla luce i resti mutili di edifici romani e gli elementi superstiti di una piscina, facente parte di una modesta costruzione termale: cosa che fece meditare sulla realtà di un insediamento abbastanza sofisticato, entrato nella tradizione culturale sotto la definizione di villa imperiale , anche se è da ricordare che la costruzione delle piante di queste residenze costituisce da secoli un problema di archeologia.
Più tardi “scavi intrapresi nel 1960 hanno qui riportato alla luce resti murari di età imperiale che confermerebbero l’esistenza di un abitato o comunque di edifici romani sulla collinetta di San Siro”: la leggenda pone in rapporto questi luoghi con un apostolato dei Vescovi di Genova del IV sec., S. Siro e S. Romolo; la toponomastica informa, del segno lasciato dai 2 Santi in nome di luogo oltre che in edifici di culto, dalla collina al Capo S. Siro fin al Castrum Sancti Romuli la parte medievale di Sanremo.Nel 980 il Vescovo genovese TEODOLFO in un documento fece redigere : ” … Res nostrae ecclesie a paganis Saracenis vastate et depopulate sunt et sine habitatore sunt ecclesie in Matutianensibus et Tabiensibus finibus…” ed informò i posteri su alcune cose fondamentali: che nel X sec. sopravviveva per l’area di Sanremo il toponimo fondiario di Villa Matutiana, che la località, pur se devastata dai Saraceni, era proprietà (con territori limitrofi, per antiche donazioni bizantine) della Chiesa genovese e che ivi sorgeva una chiesa.

da Cultura-Barocca

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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