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Sul mito della Papessa Giovanna

“Secondo la leggenda medievale , la PAPESSA GIOVANNA fu incredibilmente un PAPA DONNA, che regnò dall’853 all’855 [nel XVIII secolo Lucio Ferrari nella sua monumentale Biblioteca Canonica dedicata ad uno straordinario approfondimento della storia della Chiesa nell’elenco dei Pontefici già come oggi proposto dagli elenchi ufficiali dei Pontefici dopo Papa Leone IV cita un Papa Benedetto III (nn. 106 – 107) = della vicenda della Papessa parla a lungo anche il grande storico ottocentesco Ferdinand Gregorovius facendo pure riferimento alla questione dei suoi presunti ritratti o simulacri ].
Quello della Papessa Giovanna è generalmente considerata dagli storici come un mito, probabilmente originato dalla satira anti papale, che ottenne un qualche grado di plausibilità a causa di certi elementi genuini contenuti nella storia.
Secondo la leggenda, una donna inglese, educata a Magonza e vestita in abiti maschili , a causa della natura convincente del suo travestimento divenne un monaco con il nome di “Johannes Anglicus” [è arduo dire quanto tutto ciò abbia condizionato la Chiesa di Roma e contestualmente la vita dei vari Stati, comunque leggenda o no è assodato come attraverso i secoli divenne intransigente il controllo sull’abbigliamento sì che alle donne erano vietati gli abiti maschili ed il contrario accadeva per gli uomini = e molte restrizioni esistevano anche per il periodo di Carnevale quando il “mascherarsi” poteva dar credito alla liceità di qualche trasgressione
Come detto però la Papessa venne eletta dopo la morte di Papa Leone IV (17 luglio 855 ) in un epoca senza tutte queste cautelative ed in cui il metodo di selezione dei Papi era fortuito e cui si sarebbe posto riparo con tante minute regole atte a garantire la sacralità dell’evento: fatto sta che, stando alle voci correnti all’epoca, non ebbe problemi di sorta ad esser eletta ed a prendere nome di Papa Giovanni VIII.
La Papessa sarebbe stata sessualmente promiscua e sarebbe quindi rimasta incinta da uno dei suoi amanti: siffatta promiscuità di una donna risultò una problematica non da poco per molti futuri interpreti: alcuni osarono ipotizzare riflessioni diverse -con molti distinguo- diverse su una figura di VIRAGO – OMOSESSUALE – LESBICA – TRIBADE, altri, sempre in un contesto di timore spostarono le loro considerazioni -più correttamente se si vuole- su un caso di ERMAFRODITISMO E/O DI TRANSESSUALITA’, tutte comunque forme variamente riprovate e condannate e su cui mai era semplice dissertare e donde ben si intende, anche se non solo per la ragione summenzionata ma anche per motivi moralistico-religiosi, giuridici, penali, civilistici e pure di ordine notarile in merito alle successioni, derivò, ed in forma via via accentuata dal ‘600, il citato controllo sull’abbigliamento sì che alle donne erano vietati gli abiti maschili ed il contrario accadeva per gli uomini = e molte restrizioni esistevano anche per il periodo di Carnevale quando il “mascherarsi” poteva dar credito alla liceità di qualche trasgressione = resta comunque un fatto che il reiterato recupero erudito e non solo della vicenda della Papessa Giovanna sia stato fatto rientrare, più o meno palesemente, in una sorta di forma ammonitrice e catartica risiedente alla radice stessa delle epocali postazioni antifemministe e patriarcal-maschiliste sostanziate sulla debolezza caratteriale della donna, sulla sua vanità e lussuria e quindi sulla ragionevolezza del suo controllo sia in famiglia che nel contesto delle Istituzioni].
Durante la processione di Pasqua -secondo una variante della leggenda cui qui si fa cenno- nei pressi della Basilica di San Clemente , la folla entusiasta si strinse attorno al cavallo che portava il pontefice. Il cavallo reagì, quasi provocando un incidente. Il trauma dell’esperienza portò “Papa Giovanni” ad un parto prematuro.
Scopertone il segreto, la Papessa Giovanna venne trascinata per i piedi da un cavallo, attraverso le strade di Roma , e quindi lapidata a morte dalla folla inferocita (oggettivamente pare -anche nel contesto leggendario- più verosimile la versione di una morte naturale come data dal Gregorovius: la lapidazione non risulta in sintonia -a prescindere da una plausibile reazione inconsulta popolare o da una qualche biblica significanza conferitole dai narratori- con gli ancora vigenti elementi del diritto medievale del periodo connesso ancora alle leggi dei Barbari mentre all’opposto l’esser trascinata per via d’un cavallo tra le strade di Roma pare sanzione da connettere ad un io narrante appartenente ad epoche posteriori quando era usuale -con funzioni catartiche- la sanzione che “Per le vie della città il reo sia tratto al patibolo a coda d’una bestia” (legato vivo ad un animale, come specifico per i perpetratori di sacrilegi quali appunto sarebbe stata la supposta Donna Papa: e come qui si nota la successione temporale risulterebbe identica, “prima legata alla bestia” e poi “lapidata”).
Secondo questa versione della leggenda la donna poi venne sepolta nella strada dove la sua vera identità era stata svelata, tra San Giovanni in Laterano e la Basilica di San Pietro. Questa strada venne (apparentemente) evitata dalle successive processioni papali – anche se quando quest’ultimo dettaglio divenne parte della leggenda popolare, nel XIV secolo , il papato era ad Avignone , e non c’erano processioni papali a Roma.
Sempre secondo la leggenda, a Giovanna successe Papa Benedetto III , che regnò per breve tempo, ma si assicurò che il suo predecessore venisse omesso dalle registrazioni storiche. Benedetto III si considera abbia regnato dall’855 al 7 aprile 858 . Il nome papale che Giovanna assunse venne in seguito assunto da un altro Papa Giovanni VIII (pontefice dal 14 dicembre 872 al 16 dicembre 882 ).
Apparentemente, sin dai tempi immediatamente successivi alla Papessa Giovanna, ogni candidato a Papa viene sottoposto a un accurato esame intimo per assicurarsi che non sia una donna (o un eunuco ) travestita. Questa verifica prevederebbe il sedersi su una sedia dotata di un foro. I diaconi più giovani presenti tastano quindi sotto la sedia per assicurarsi che il nuovo Papa sia maschio: “E allo scopo di dimostrare il suo valore, i suoi testicoli vengono tastati dai presenti più giovani, come testimonianza del suo sesso maschile. Quando questo viene determinato, la persona che li ha tastati urla a gran voce “testiculos habet” (“Ha i testicoli”) E tutti gli ecclesiastici rispondono: “Deo Gratias “(“Sia lode a Dio”). Quindi procedono alla gioiosa consacrazione del Papa eletto” = Felix Hamerlin , “De nobilitate et Rusticate Dialogus” (ca. 1490 ), citato in The Female Pope, di Rosemary & Darroll Pardoe (1988).
Come per tutti gli altri miti in generale, esiste una parte di verità, abbellita da uno strato di finzione. Una sedia simile esiste; quando un Papa prende possesso della sua cattedrale , San Giovanni in Laterano a Roma, si siede tradizionalmente su due sedie di porfido, dette “sedia stercoraria”. Entrambe hanno un foro.
Il motivo di questi fori è oggetto di discussione, ma poiché entrambe le sedie sono più vecchie di secoli della storia della Papessa Giovanna (e anche del Cattolicesimo ), esse chiaramente non hanno niente a che fare con una verifica del sesso del Papa.
Si è ipotizzato che in origine fossero sorta di “bidet” romani o degli sgabelli imperiali per il parto, che a causa della loro età e origine , vennero usate dai papi intenti a mettere in evidenza le loro pretese imperiali (come fecero anche con il loro titolo latino di “Pontifex Maximus”. Il mito della Papessa Giovanna fu screditato da David Blondel storico e teologo protestante della metà del XVII secolo . Blondel, attraverso un’analisi dettagliata delle affermazioni e delle tempistiche suggerite, argomentò che nessun evento di questo tipo poteva essere avvenuto. Tra le prove che discreditano la storia della Papessa Giovanna troviamo:
La processione papale di Pasqua non passava nella strada dove la presunta nascita sarebbe avvenuta.
Non esiste nessun documento d’archivio di un tale evento.
La “sedia dei testicoli”, su cui i Papi siederebbero per avere la propria mascolinità accertata, è di molto precedente all’epoca della Papessa Giovanna e non ha niente a che fare con il requisito che ai Papi vengano controllati i testicoli (come spiegato più sopra).
Papa San Leone IV regnò dall’847 fino alla sua morte nell’855 (e Papa Benedetto III gli successe nel giro di settimane), rendendo impossibile che Giovanna abbia regnato dall’853 all’855.
Il momento della prima comparsa della storia coincide con la morte di Federico II , che era stato in conflitto con il papato.
Gli storici concordano in generale che la storia della Papessa Giovanna sia una satira anti-papale ideata per collegarsi allo scontro del papato con il Sacro Romano Impero , facendo leva su tre paure cattoliche medioevali:
un Papa sessualmente attivo;
una donna in posizione di autorità dominante sugli uomini;
l’inganno portato nel cuore stesso della Chiesa.
Comunque, ciò che potrebbe aver preso avvio come satira da presentare nei carnevali di tutta Europa, finì per essere una realtà accettata a tal punto che alla Papessa Giovanna, fanno riferimento personaggi come Guglielmo di Occam. La leggenda acquisì supporto dalla confusione sugli ordinali dati ai Papi di nome Giovanni; siccome Giovanni è il nome di Papa più usato, e alcuni Giovanni erano antipapi , ci fu confusione su quali numeri appartenessero a quali veri Papa Giovanni.
A causa di ciò l’elenco ufficiale del Vaticano non comprende un Papa Giovanni XX .
A riprova della forte penetrazione nella cultura popolare di questa leggenda alcuni suggeriscono che la carta della Papessa, nei Tarocchi , sia una rappresentazione della Papessa Giovanna.

da Cultura Barocca

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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