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Superstizioni e dubbi in età barocca

 

Il bibliofilo e religioso ventimigliese Angelico Aprosio (1607-1681), già reputato un’autorità nel campo dell’ASTROLOGIA specie per i suoi studi sulle cause astrali della micidiale PESTE BUBBONICA DEL 1656-’57,  si interessò non solo di Esoterismo e Stregheria.

O in senso più settoriale di casi specifici poi divenuti cardini della letteratura orrorifica, come quello della Licantropia dei Lunatici.

Come pure, nelle sue instancabili investigazioni sulla diversità estrema di mostri diabolici, di “parti mostruosi”, di mutanti e addirittura di uomini-bestia secondo l’interpretazione della zooantropia di Jusepe Gonzalo de Salas.

Ma giunse al punto di interessarsi anche della singolarissima vicenda del Conte Dracula e in senso più lato tanto del tema del sangue benefico e/o del sangue malefico quanto di quello dei non morti o piuttosto delle morti apparenti.

Anche se occorre immediatamente precisare che tutte queste investigazioni spesso spinte all’estremo, comprese le ricerche sul tema del VAMPIRO, per l’eruditissimo agostiniano di Ventimiglia si collocavano in una prospettiva più vasta ed in gran parte connessa ai suoi doveri di Vicario dell’Inquisizione.

Spesso impegnato ad analizzare questioni delicatissime di SACRILEGI, PROFANAZIONI, ILLECITE PROPOSIZIONI, MAGIA NERA, INVOCAZIONI DEL DEMONIO, POSSESSIONI E RELATIVI ESORCISMI, ECC. Anche in merito CIMITERI E VIOLAZIONE DI SEPOLCRETI COMPRESI I PROCESSI LECITI O NON DI INUMAZIONE ED “IL DIRITTO O NON DI SEPOLTURA IN TERRA CONSACRATA: tutti argomenti non di poca importanza in un’epoca di dilagante superstizione.

E proprio una FALSA CREDENZA IN RELAZIONE A VAMPIRISMO E CULTURA DEL SANGUE importata da avventurieri e/o marinai provenienti dalle Americhe l’agostiniano, in verità piuttosto riflessivo e mai cedevole alla gretta superstizione, sarebbe riuscito a demistificare in forza anche dei suoi contatti con missionari operanti nelle Americhe e comunque forniti di dettagliate pubblicazioni come questa qui digitalizzata per il riconoscimento di forze diaboliche, streghe, demoni e per attivare difese ed esorcismi.

Eppure la credenza andava prendendo piede alimentata dalla fantasia dei menzionati avventurieri superstiti da tante avventure nel Nuovo Mondo e più che mai convinti di essersi imbattuti (oltre che in Guerriere Amazzoni ed in Streghe e addirittura Streghe Antropofaghe) in una variante di VAMPIRO AMERICANO connesso dalla superstizione.

Ora alla figura del SERVO DELL’ANTICRISTO NELL’IDEA DI UN’IMMINENTE APOCALISSE, ora a quello del DIABOLICO UNTORE da cui avrebbero – a dire anche di alcuni medici – contratto malattie terribili e prima ignote come la Sifilide.

Comunque a riprova di tali interessi epocali per siffatti temi sospesi tra realtà, magia, orrorifico, credulità popolare, indagini scientifiche ed ecclesiastiche, vale la pena di rammentare qui che addirittura un grande interprete del soprannaturale e delle connivenze diaboliche qual fu MARTIN ANTONIO DELRIO (DEL RIO) nelle sue “DISSERTAZIONI SULLA MAGIA”, con altre analoghe questioni più facilmente confutabili, dovette affrontare con estremo rigore il quesito se il DEMONIO POTESSE RIDARE LA GIOVINEZZA AD UN VECCHIO.

A dimostrazione che quella del De Leon non era stata reputata una fantasia ma che aveva goduto di credito dissertò appunto di UNA FONTE CHE SI DICEVA ESISTENTE NEL MONDO NUOVO – OVE PERALTRO SI PARLAVA DI INDIANI GIUNTI AD ETA’ INCREDIBILI – E CHE AVREBBE AVUTO IL POTERE DI RIDARE LA GIOVINEZZA AD UN UOMO ANZIANO.

Il DEL RIO, autore di grande fama e stimatissimo da A. Aprosio, esternò tutto il suo scetticismo su questa notizia ma non si espose più di tanto a confutarla. Per lui molte cose erano possibili in forza di interventi demoniaci e molto poteva derivare in fondo dalla pratica dell’ ALCHIMIA di cui cercò di tracciare una storia.

da Cultura Barocca

Pubblicato da Adriano Maini

Scrivo da Bordighera (IM), Liguria di Ponente.

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